Ha lo sguardo dolce e un poco lontano di chi per tanto ha navigato invano...ha lo sguardo dolce e un poco assente di chi ti capisce ma non può farci niente
martedì 13 marzo 2012
lunedì 27 febbraio 2012
36 ironici consigli di Umberto Eco per scrittori in erba
In
realtà in scrittura esistono solo due regole vere: leggere tanto e scrivere
tanto. Il resto sono suggerimenti. Ma non rispettare alcuni suggerimenti, o
violarli senza sapere bene cosa si sta facendo, rischia di compromettere la
qualità del lavoro. E spesso “è il mio stile” non è una ragione per effettuare
alcune scelte, è solo una scusa.
E
dunque, ecco i trentasei suggerimenti di Umberto
Eco. Facciamone tesoro :
1.
Evitate le allitterazioni, anche se allettano gli allocchi.
2.
Non è che il congiuntivo va evitato, anzi, che lo si usa quando necessario.
3.
Evita le frasi fatte: è minestra riscaldata.
4.
Esprimiti siccome ti nutri.
5.
Non usare sigle commerciali & abbreviazioni etc.
6.
Ricorda (sempre) che la parentesi (anche quando pare indispensabile) interrompe
il filo del discorso.
7.
Stai attento a non fare… indigestione di
puntini di sospensione.
8.
Usa meno virgolette possibili: non è “fine”.
9.
Non generalizzare mai.
10.
Le parole straniere non fanno affatto bon ton.
11.
Sii avaro di citazioni. Diceva giustamente Emerson: “Odio le citazioni. Dimmi
solo quello che sai tu”.
12.
I paragoni sono come le frasi fatte.
13.
Non essere ridondante; non ripetere due volte la stessa cosa; ripetere è
superfluo (per ridondanza s’intende la spiegazione inutile di qualcosa che il
lettore ha già capito).
14.
Solo gli stronzi usano parole volgari.
15.
Sii sempre più o meno specifico.
16.
Non fare frasi di una sola parola. Eliminale.
17.
Guardati dalle metafore troppo ardite: sono piume sulle scaglie di un serpente.
18.
Metti, le virgole, al posto giusto.
19.
Distingui tra la funzione del punto e virgola e quella dei due punti: anche se
non sempre è facile.
20.
Non usare metafore incongruenti anche se ti paiono “cantare”: sono come un
cigno che deraglia
21.
C’è davvero bisogno di domande retoriche?
22.
Sii conciso, cerca di condensare i tuoi pensieri nel minor numero di parole
possibile, evitando frasi lunghe – o spezzate da incisi che inevitabilmente
confondono il lettore poco attento – affinché il tuo discorso non contribuisca
a quell’inquinamento dell’informazione che è certamente (specie quando
inutilmente farcito di precisazioni inutili, o almeno non indispensabili) una
delle tragedie di questo nostro tempo dominato dal potere dei media.
23.
Gli accenti non debbono essere né scorretti né inutili, perché chi lo fa
sbaglia.
24.
Non si apostrofa un’articolo indeterminativo prima del sostantivo maschile.
25.
Non essere enfatico! Sii parco con gli esclamativi!
26.
Neppure i peggiori fans dei barbarismi pluralizzano i termini stranieri.
27.
Scrivi in modo esatto i nomi stranieri, come Beaudelaire, Roosewelt, Niezsche e
simili.
28.
Nomina direttamente autori e personaggi di cui parli, senza perifrasi. Così
faceva il maggior scrittore lombardo del XIX secolo, l’autore del “5 maggio”.
29.
All’inizio del discorso usa la captatio benevolentiae, per ingraziarti il
lettore (ma forse siete così stupidi da non capire neppure quello che vi sto
dicendo).
30.
Pura puntiliosamente l’ortograffia.
31.
Non andare troppo sovente a capo.
Almeno,
non quando non serve.
32.
Non usare mai il plurale maiestatis. Siamo convinti che faccia una pessima
impressione.
33.
Non confondere la causa con l’effetto: saresti in errore e dunque avresti
sbagliato.
34.
Non indulgere ad arcaismi, apax legomena o altri lessemi inusitati, nonché deep
structures rizomatiche che, per quanto ti appaiono come altrettante epipfanie
della differanza grammatologica e inviti alla deriva decostruttiva eccedano
comunque le competenze cognitive del destinatario.
35.
Non devi essere prolisso, ma neppure devi dire meno di quello che.
36.
Una frase compiuta deve avere
venerdì 24 febbraio 2012
e...i giorni pozzanghera
quanto tempo è passato...
troppo tempo ho lasciato passare, non mi sono presa più cura di questo blog ... mi rattrista ma se devo dirla sinceramente è da qualche giorno che lo apro e lo riapro e non scrivo niente pur dicendomi che dovrei postare qualche cosa. ho perso la voglia e la forza di raccontare e di raccontarmi ... in tutto questo tempo sono successe delle cose, alcune hanno portato belle risposte e hanno dato così soluzioni e gratificazioni, altre ... altre hanno lasciato enormi dubbi che ancora non so come affrontare ...
ma oggi si scrive ... perché oggi è uguale a domani ma un po' meglio di ieri ..... oggi è uno di quei giorni pozzanghera!! cosa sono i giorni pozzanghera? i giorni pozzanghera sono quei giorni che non hanno un colore definito non uno ma tanti .... le pozzanghere si formano sulle strade dopo una pioggia, un temporale, la mia pozzanghera si è formata oggi dopo un bel po' bufere e mal tempo ... quando si è piccoli le pozzanghere attirano quasi come le torte al cioccolato che vorresti mangiare ma non puoi , " perchè poi non ceni" , " perchè poi si sporca il vestitino bianco" e allora stai li fermo a guardarle .... anche le pozzanghere si resta fermi a guardarle con la voglia di saltarci dentro ... di farsi schizzare e macchiare da quella fanghiglia , con quella voglia di liberarsi ...
ma da grandi le pozzanghere posso essere pericolose ...se ci salti dentro non sai mai dove puoi finire, quanto profonda sarà? sarò abbastanza capace di nuotare e venire di nuovo a galla ? saprò solo sporcarmi un po' i piedi restando poi ben salda alla strada asciutta ? da piccoli è solo un gioco ... ma da grandi? e i giorni pozzanghera sono così ; sono giorni piedi di domande .... giorni in cui ti senti attratto da qualche cosa che però non vedi , non è li con te... è un' immagine riflessa , è fluttuante, non ha una forma , non è sicura e pure la vorresti affrontare , un giorno pozzanghera può arrivare all' improvviso , può durare anche più di un giorno , a volte c'è bisogno dell' aiuto di qualche altra persona per resistere alla tentazione di giocare con quell' acqua rimasta li.... perché poi quello che attira è anche la forma, il motivo di una formazione all' improvviso proprio li ... proprio in quel momento... ma che senso ha ... ma perché ? perché qui e non qualche km più avanti? perché ora che non hai la forza di allungare quella gamba e andare oltre?
un giorno pozzanghera a volte bisogna affrontarlo così, prenderlo e lasciarsi bagnare ....non sfidarlo... perché bisogna avere coraggio anche per avere paura .... io ho tanta paura ... ho tante paure !!!
le sensazioni che io vivo nei miei giorni pozzanghera ( e ne ho sempre tanti ...poi si impara anche a conviverci) ... sono le stesse che ritrovo in uno dei miei quadri preferiti ... una sensazione di inquiete, di volontà, di grinta, ma allo stesso tempo di frustrazione... una sensazione di equilibrio precario in un mondo caotico ....
" Golgonda "- Magritte
troppo tempo ho lasciato passare, non mi sono presa più cura di questo blog ... mi rattrista ma se devo dirla sinceramente è da qualche giorno che lo apro e lo riapro e non scrivo niente pur dicendomi che dovrei postare qualche cosa. ho perso la voglia e la forza di raccontare e di raccontarmi ... in tutto questo tempo sono successe delle cose, alcune hanno portato belle risposte e hanno dato così soluzioni e gratificazioni, altre ... altre hanno lasciato enormi dubbi che ancora non so come affrontare ...
ma oggi si scrive ... perché oggi è uguale a domani ma un po' meglio di ieri ..... oggi è uno di quei giorni pozzanghera!! cosa sono i giorni pozzanghera? i giorni pozzanghera sono quei giorni che non hanno un colore definito non uno ma tanti .... le pozzanghere si formano sulle strade dopo una pioggia, un temporale, la mia pozzanghera si è formata oggi dopo un bel po' bufere e mal tempo ... quando si è piccoli le pozzanghere attirano quasi come le torte al cioccolato che vorresti mangiare ma non puoi , " perchè poi non ceni" , " perchè poi si sporca il vestitino bianco" e allora stai li fermo a guardarle .... anche le pozzanghere si resta fermi a guardarle con la voglia di saltarci dentro ... di farsi schizzare e macchiare da quella fanghiglia , con quella voglia di liberarsi ...
ma da grandi le pozzanghere posso essere pericolose ...se ci salti dentro non sai mai dove puoi finire, quanto profonda sarà? sarò abbastanza capace di nuotare e venire di nuovo a galla ? saprò solo sporcarmi un po' i piedi restando poi ben salda alla strada asciutta ? da piccoli è solo un gioco ... ma da grandi? e i giorni pozzanghera sono così ; sono giorni piedi di domande .... giorni in cui ti senti attratto da qualche cosa che però non vedi , non è li con te... è un' immagine riflessa , è fluttuante, non ha una forma , non è sicura e pure la vorresti affrontare , un giorno pozzanghera può arrivare all' improvviso , può durare anche più di un giorno , a volte c'è bisogno dell' aiuto di qualche altra persona per resistere alla tentazione di giocare con quell' acqua rimasta li.... perché poi quello che attira è anche la forma, il motivo di una formazione all' improvviso proprio li ... proprio in quel momento... ma che senso ha ... ma perché ? perché qui e non qualche km più avanti? perché ora che non hai la forza di allungare quella gamba e andare oltre?
un giorno pozzanghera a volte bisogna affrontarlo così, prenderlo e lasciarsi bagnare ....non sfidarlo... perché bisogna avere coraggio anche per avere paura .... io ho tanta paura ... ho tante paure !!!
le sensazioni che io vivo nei miei giorni pozzanghera ( e ne ho sempre tanti ...poi si impara anche a conviverci) ... sono le stesse che ritrovo in uno dei miei quadri preferiti ... una sensazione di inquiete, di volontà, di grinta, ma allo stesso tempo di frustrazione... una sensazione di equilibrio precario in un mondo caotico ....
" Golgonda "- Magritte
venerdì 16 dicembre 2011
"Parlerebbero i miei occhi " ( Blas De Otero)
Taceremo ora per piangere poi?
Parlerebbero i miei occhi se le mie labbra
ammutolissero. Potrei restare cieco,
e la mia mano destra continuerebbe
a parlare, parlare, parlare.
Debbo dire "Ho visto". E taccio
stringendo gli occhi. Giurerei
di no, che non ho visto. E mentirei,
parlando, parlando, parlando.
Ma debbo tacere e tanto tacere,
c'è tanto da dire, che chiuderei
gli occhi, e starei tutto il giorno,
parlando, parlando, parlando.
Dio mi liberi dal vedere quello che è chiaro
Ah, che tristezza. Potrei tagliarmi
le mani. E il mio sangue continuerebbe
a parlare, parlare, parlare.
venerdì 18 novembre 2011
SE SI SENTISSE CON GLI OCCHI LA VOCE
Se si sentisse con gli occhi la voce
oh, come ti vedrei!
La tua voce ha una luce che mi illumina,
... luce d'udire.
Nel parlare
tutti gli spazi del suono si infiammano,
la grande oscurità
che è il silenzio si infrange. Ha un aspetto d'alba
la tua parola, venendo a me di nuovo.
Quando assenti,
un mezzogiorno, un piacere allo zenit,
impera, ormai senza l'arte degli occhi.
Se mi parli di notte non c'è notte.
Né solitudine nella mia stanza
con la tua voce, lieve, ed incorporea.
Ché quando viene crea il suo corpo. Nascono
nel vuoto dello spazio, innumerevoli,
le delicate e possibili forme,
del tuo corpo di voce. E quasi sbagliano
le tue labbra che ti cercano e le braccia.
E tutto intorno, anime di labbra
e braccia in cerca delle, fatte nascere
dalla tua voce, divine creature
che inventa il tuo parlare.
E nella luce d'udire, in quell'ambito
tutto raggiante, che gli occhi non vedono,
si baciano per noi
quei due innamorati che non hanno
altro giorno né notte
che la tua stellata, o il tuo sole.
Pedro Salinas
venerdì 11 novembre 2011
EUGENIO MONTALE
L’anguilla
L’anguilla, la
sirena
dei mari freddi che
lascia il Baltico
per giungere ai
nostri mari,
ai nostri estuari,
ai fiumi
che risale in
profondo, sotto la piena avversa,
di ramo in ramo e
poi
di capello in
capello, assottigliati,
sempre più addentro,
sempre più nel cuore
del macigno,
filtrando
tra gorielli di
melma finché un giorno
una luce scoccata
dai castagni
ne accende il guizzo
in pozze d’acquamorta,
nei fossi che
declinano
dai balzi
d’Appennino alla Romagna;
l’anguilla, torcia,
frusta,
freccia d’Amore in
terra
che solo i nostri
botri o i disseccati
ruscelli pirenaici
riconducono
a paradisi di
fecondazione;
l’anima verde che
cerca
vita là dove solo
morde l’arsura e la
desolazione,
la scintilla che
dice
tutto comincia
quando tutto pare
incarbonirsi, bronco
seppellito;
l’iride breve,
gemella
di quella che
incastonano i tuoi cigli
e fai brillare
intatta in mezzo ai figli
dell’uomo, immersi
nel tuo fango, puoi tu
non crederla
sorella?
flusso di coscienza
è tanto tempo che non scrivo, ma capitano questi periodi .. si è presi da mille cose, impegni universitari, studio, problemi vari ... però in verità vi dico, che non ho voglia ,non ho voglia di scrivere in questo ultimo tempo, ma allo stesso tempo, in maniera così tremendamente contraddittoria , mi manca la scrittura ... allora leggo, leggo in silenzio e ascolto .. ascolto il silenzio della mia stanza quando leggo il manuale di letteratura, o quei pochi minuti prima di dorimire quando hai chiuso i libri, hai spento la tv .. e sei sotto le coperte, ti accorgi che il silenzio non esiste... ascolto le parole di tutti .. le conversazioni dei ragazzi prima che inizi la lezione, le mie amiche che mi parlano ... o che parlano tra di loro senza riuscirmi a coinvolgere nella conversazione, ascolto mia madre che ripete come un disco sempre le stesse cose, sempre lo stesso discorso, sempre le stesse parole, la ascolto pure quando vorrei sbattere quel cell che sta suondando da 10 min ormai ... ed è sempre mia madre che chiama a distanza di pochi secondi per farmi quelle solite domande piene di ansia, di stress, di nervosismo.. ascolto quel fiume di parole ... la sua voce che aumenta sempre più di tono e non ti ascolta se anche rispondi...
ascolto tutto, tutti ... e il silenzio non esiste ... come non esiste poter smettere di scrivere .. e quindi eccomi qui di nuovo a dare un cenno di vita a questo blog !!! ogni volta che lo apro mi chiedo che senso abbia,perchè ho iniziato ad avere un blog , mi allontano, ritorno... lo odio, lo amo... e non ho soluzione .. perchè ho un blog, per sfogare i miei pensieri, perchè a volte non riesco a parlare , non voglio parlare, perchè tanto nessuno mi ascolta ... nessuno sta davvero sentendo le mie parole... e allora con chi parlo con nessuno... beh tanto meglio scrivere a nessuno !!!
( un post che pare senza senso .. ma un senso ce l'ha .. si chiama FLUSSO DI COSCIENZA .... è tutto quello che penso per ora .. è tutto quello che sento... che sento di lasciare qui ...
ascolto tutto, tutti ... e il silenzio non esiste ... come non esiste poter smettere di scrivere .. e quindi eccomi qui di nuovo a dare un cenno di vita a questo blog !!! ogni volta che lo apro mi chiedo che senso abbia,perchè ho iniziato ad avere un blog , mi allontano, ritorno... lo odio, lo amo... e non ho soluzione .. perchè ho un blog, per sfogare i miei pensieri, perchè a volte non riesco a parlare , non voglio parlare, perchè tanto nessuno mi ascolta ... nessuno sta davvero sentendo le mie parole... e allora con chi parlo con nessuno... beh tanto meglio scrivere a nessuno !!!
( un post che pare senza senso .. ma un senso ce l'ha .. si chiama FLUSSO DI COSCIENZA .... è tutto quello che penso per ora .. è tutto quello che sento... che sento di lasciare qui ...
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